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Metriche serrate: hip hop 100%

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Ci sono termini che riescono a descrivere  nella maniera giusta ogni situazione possibile, tipo “è un’africa” molto in voga tra i giovani ortonese. Il vocabolo che sta a significare “non se ne esce proprio da una certa situazione sia positiva che negativa (a seconda)” viene subito captato dal gruppo Rap locale “Metriche serrate” che ha la geniale idea di costruirci un pezzo così orecchiabile e divertente da far impallidire perfino Fabri Fibra. Una crew formata da 3 Mc (coloro che scrivono testi e le rappano): Riccardo D’Este (Mr Young), Andrea D’Ambrosio (Felpa), il senegalese Serigne Saliou Ngom (Blakzal) e 2 Beatmaker (coloro che compongo le basi): Nicola Amato (Sputnikh) e Sandro Cudazzo (Double D) per un progetto che nasce nel 2005 e che ha dato vita ad un percorso musicale originale, fatto di stili e di influenze culturali diversi, ma il tutto fuso in una comunione d’intenti e da una forte amicizia. Tre tracce: “Metriche serrate”, “Sul tuo stereo” e “Un'africa”che vanno ascoltate all’unisono per apprezzare a pieno questa “gang” che proviene da Fontegrande e che racconta con molto ironia la sua storia. “Abbiamo iniziato a comporre questi pezzi nel momento in cui siamo riusciti ad allestire uno studio nella mia casa in campagna della Zona Pep” spiega Mr Young, fissato per il freestyle, “a quel punto, abbiamo sperimentato le nostre idee, a ricercare sonorità nuove per realizzare un prodotto hip hop abbastanza atipico come “E’ un' africa” che è una sorta di tormentone che ci aiuta a sopravvivere nel delirio quotidiano”. Ed infatti come recita il pezzo: “quando vado in giro con il motorino… è un africa …in questa festa ci si pressa… è un africa…la tipa non ti caga e non svolti la serata…è un africa! Ma l’Africa è anche il Paese di origine di Blakzal che precisamente dal Senegal è venuto a lavorare ad Ortona grazie al progetto di lavoro nel settore pesca promosso dal Comune e dalla Federcoopesca. Ora, però il giovane rapper si è trasferito a Torino per un posto in fabbrica e torna ogni tanto in città per salutare gli amici e per produrre nuove canzoni. “ Finora stiamo mettendo su un bel repertorio per portarlo “live”  durante l'estate e capire cosa ne pensa il pubblico locale e di fuori” dice Felpa che un tempo faceva Rock  insieme a Double D “ma ora per esprimere e comunicare  al meglio le mie idee e i miei sentimenti , ho deciso di fare Rap. Non escludiamo in futuro di far uscire anche un nostro Cd con tanto di supporto fisico, a nostalgica memoria”. Un ricordo va anche alla sala prove "Amici della Musica" sulla Passeggiata Orientale, ci tiene a sottolineare Double D “anche perché nel momento in cui la sala è chiusa, non c’è stato più uno spazio pubblico ad Ortona dove le giovani band potessero dar sfogo alla loro creatività, incontrarsi e confrontarsi”. Per il momento per  conoscere meglio Metriche Serrate e ascoltare i loro brani in audio-streaming è possibile visitare la loro pagine su Internet digitano l’indirizzo: www.myspace.com/metricheserra 

Fortapasc: il cine-giornalismo che si spinge oltre...

 

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Alcune immagini o meglio situazioni o flash del cinema di Marco Risi ti rimangono sempre impressi. Ad esempio, ricordo alcune scene e alcuni personaggi, come “King Kong”, di Mery per sempre, le forti immagini di stupro collettivo de Il branco ed ora penso che rimarrà scolpito nel mio animo il sorriso ironico e quasi incredulo del giornalista praticante Giancarlo Siani, magistralmente interpretato da  Libero Di Rienzo, che non vuol credere fino all’ultimo istante alla logica della follia e della violenza dei suoi carnefici. Fortapasc è una lucida “fotografia” di giornalismo "calato" sul territorio. Nello specifico, del povero precario che armato di carta e penna racconta la cronaca del suo tempo e soprattutto dell'ambiente che lo circonda. In questo caso, Siani indaga da vero giornalista sulla camorra di Torre Annunziata, nei primi anni 80, senza accontentarsi della cronaca nera, settore affidatogli dalla “vecchia volpe” del suo caporedattore. L’aspirante giornalista Siani fa un giornalismo d’inchiesta ormai scomparso, risalendo a tutti i costi alle cause di un determinato fenomeno, in questo caso la camorra: piaga sociale,senza limitarsi a registrare gli effetti, cioè i morti ammazzati  lasciati sulla  strada dalla malavita. Conviene abbandonarsi ad una semplice “conta” dei cadaveri, come mestiere insegna o è meglio risalire la scia di sangue per far uscire allo scoperto i mandanti delle stragi, degli agguati...? Le indagini non spettano ai magistrati, ai procuratori con forze dell’ordine al seguito? Qual è il ruolo dell’informazione? Siani lo sapeva bene il limite da non varcare e invece, per PASSIONE e per spirito di servizio, si è spinto oltre il punto di non ritorno. Essere precario, fare un lavoro che si ama e al quale ci si dedica anima e corpo, e  forse morire. Ma la morte è solamente fisica,  e non di certo intellettuale per il nostro eroe/cronista, ragazzo della porta accanto e mai imbolsito dalla vita dietro una scrivania di giornale. Con fortàpasc, Risi dimostra ancora di saper realizzare un film impegnato, dal giusto equilibrio e ritmo con il valore aggiunto della splendida colonna sonora di Piersanti. C’è sempre quella linea  “outsider” del regista, che questa volta, è espressa dall’amico fotografo di Siani, capace di sfondarsi le braccia persino in un'aula di tribunale. Bella anche  la fotografia  che sa di “sbiadito” e nello stesso di “nitido” così che le immagini-ricordo di un film di Risi. DA NON PERDERE perché la pellicola parla di un’Italia, purtroppo, ancora attuale.

Aquiloni nel Castello

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Un poetico volo di aquiloni dal Castello Aragonese di Ortona. E’ l’iniziativa promossa dal costruttore di aquiloni Oscar Kite per omaggiare la recente riapertura dell’antico maniero alla cittadinanza. L’evento si terrà sabato 13 e domenica 14 giugno, entrambi alle 10 del mattino. Nella prima fase della manifestazione, saranno allestiti all’interno del Castello 10 postazioni all’ombra dove artisti locali e  di fuori, dipingeranno direttamente sugli aquiloni, cioè supporti resistenti  e leggeri preparati per l’occasione che poi saranno dotati di telaio e di filo. Il giorno dopo verrà effettuato il primo volo sull’area verde  del Castello e infine è prevista anche una mostra delle opere nel locale del torrione o in caso di maltempo al chiostro di Sant’Anna. “Questa manifestazione denominata metti il cielo dentro casa è la seconda edizione del format proposto lo scorso anno durante le festività di Perdono” spiega Kite, “l’obiettivo è quello di catalizzare lo spirito popolare ortonese legato al Castello e lanciarlo metaforicamente attraverso un magnifico viaggio sul Mediterraneo fino alle coste della Spagna. Da qui, ho pensato a Cometas (aquilone in spagnolo) come sottotitolo dell’evento perché la fortezza è stata edificata  su iniziativa del re spagnolo Alfonso D'Aragona” . La manifestazione è stata patrocinata dal Comune e della Provincia di Chieti e la sua realizzazione è stata possibile grazie ai contributi di sponsor privati. L’artista Kite ha trasformato l’aquilone da semplice passatempo per bambini in opera d’arte pronta per una mostra a tema, per il semplice allestimento di una vetrina di un negozio o per  l'arredamento in chiave moderna di un appartamento.